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Storie di cera. Tra vescovi, papi e re

Questo luogo sembra uscito da un libro di Charles Dickens, invece esiste oggi.
Ho incontrato una famiglia a Como,  nel cuore della città,  tra  mura antiche dove si respira un profumo inequivocabile.  Nei locali scuri a due passi dal lago mi ha raccontato la storia della Cereria Aureggi,  che da via Torno invia candele a tutte le chiese e santuari della provincia e ben oltre. Attiva da circa metà dell’Ottocento è l’unica attività del settore del Comasco, resistendo al tempo e alla concorrenza.
Dal 1950 la storia della Cereria Aureggi si intreccia con quella della famiglia Volonterio, con quella di Como, di Roma e dell’Europa.
Tutto a partire dalla piccola produzione di ceri e candele nei locali storici comaschi, che da quasi due secoli non hanno subito mutamenti.
<Qui tutto  è come è sempre stato> raccontano Franco e Donato Volenterio, che seguendo le orme del papà Paolo hanno investito gran parte della loro vita lavorativa tra questi muri spessi, intrisi di storia e aroma di cera. <Nostro padre ha acquisito la Cereria Aureggi, dopo essere stato per molti anni titolare di un panificio. Cercando un’attività con degli orari più comodi per la gestione familiare ha pensato che questa fosse una buona impresa. In verità le ore passate in questi locali, non si sono mai contate. Spesso si cominciava all’alba scaricando le consegne di paraffina dai camion dei vettori e si finiva la sera tardi, facendo le consegne direttamente nelle parrocchie>.
Oggi molte cose sono cambiate nel mondo, ma pochissime all’interno della Cereria che occupa tre locali molto suggestivi, poco luminosi, con le mura fatte di pietra e con dei macchinari che sembrano usciti da un quadro dell’Ottocento.
 Ora è Matteo, figlio quarantenne di Franco, a occuparsi dell’attività di famiglia. <In realtà queste sono macchine piuttosto veloci che riescono a produrre fino a 2 quintali di candele al giorno. Ho deciso di seguire l’attività di famiglia contro ogni consiglio, ma non me ne pento. So che questa Cereria ha una storia che è bello proseguire. Anche mio figlio di 8 anni sogna già di lavorare qui, ma sarà dura affrontare il mercato e resistere ancora 20, 30 anni>. Matteo Volonterio ha una laurea in giurisprudenza appesa al muro e tanta passione per il lavoro che svolge. <La concorrenza è molta, specie dai prodotti di basso costo. Bisogna fare poi i conti con l’evoluzione: di candele se ne usano sempre meno, anche se la nostra principale specializzazione sono ceri, candele e materiali per le chiese. Puntiamo all’alta qualità delle materie prime, le nostre candele non rilasciano fumi e odori nocivi, come hanno certificato le stesse Belle Arti in un’ispezione al Duomo di Como. La Cereria Aureggi è una realtà a conduzione familiare. Siamo piccoli, ma facciamo ogni cosa con il massimo criterio>.

L’impegno è caratteristica di famiglia. Donato racconta: <Mio padre, Paolo Volenterio, è stato un grande esempio per la famiglia ed è stato insignito Cavaliere al merito della Repubblica Italiana e direttore del giornale degli Artigiani Comaschi. Noi figli abbiamo cercato di seguirne le orme e per questo ci siamo messi a disposizione della Curia, contribuendo anche nelle mansioni più particolari e delicate. Così mio padre ebbe l’onore di accompagnare in un viaggio in macchina papa Roncalli, mentre io per conto del vescovo Maggiolini ebbi il compito di andare a prendere all’aeroporto il vescovo Ratzinger, con il quale ebbi una chiacchierata piacere e profonda. Dopo poche settimane fu proclamato Papa Benedetto XVI. Fu un’emozione grandissima>.
Dalla Segreteria dello Stato Vaticano arrivò anche un riconoscimento per l’opera fatta dalla Cereria nel promulgare il messaggio di fede, attraverso le loro attività.
La Cereria Aureggi intreccia la sua storia con quella della città di Como,  spingendosi fino al papato, ma non fermandosi mai. Tanto che la fama di questa piccola attività comasca, ha attraversato la Manica. <Durante il lungo sciopero dei minatori inglesi, fummo chiamati da Londra per fornire quante più candele fosse possibile per consentire di superare quei giorni senza energia>.