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Pianeta Terra: amore nostro

Il termine “Ecologia” è ormai un must, presente sempre più negli organi di informazione è arrivato come prerogativa imprescindibile anche nel tessuto economico. Dai settori di produzione, alle pratiche di casa, non si può prescindere dal considerare il fattore ecologico. L’obiettivo sempre più urgente è quello di non usare in modo ricorrente solo il termine, ma applicare una vera e propria prassi ecologica nelle nostre azioni quotidiane. 
Ma che cos’è l’ecologia? L’enciclopedia recita: l’ecologia è l’analisi scientifica e lo studio delle interazioni tra tutti quanti gli organismi e il loro ambiente. 
Si tratta di un campo interdisciplinare che include la biologia e le scienze della Terra.
In sostanza non se ne può far a meno, se si ha intenzione di vivere bene nel nostro pianeta. 
Presto a Cagliari si terrà il 28° Congresso della Società Italiana di Ecologia: dal 12 al 14 settembre si intende portare la comunità scientifica nazionale attorno ad un tavolo comune per confrontarsi circa i meccanismi di alterazione ed adattamento degli ecosistemi ai cambiamenti globali e sulle nuove frontiere della conservazione e ripristino gli ecosistemi. Ognuno deve fare la propria parte, in modo consapevole e ragionato.  Nel corso degli ultimi 200 anni, l’uso intensivo del suolo, dell’idrosfera e dell’atmosfera, lo sfruttamento indiscriminato di risorse rinnovabili e non rinnovabili, la globalizzazione dei mercati e dei trasporti hanno sensibilmente modificato la biosfera, determinando complessivamente un marcato cambiamento dell’aspetto, della struttura e delle funzioni degli ecosistemi. Tali cambiamenti appaiono legati all’uso umano della natura, al punto tale da avere fatto entrare il Pianeta in una nuova era: l’Antropocene.
E ora? Semplice: rimbocchiamoci le maniche. Ce n’è per tutti, e tanti si stanno già dando da fare, ma non basta. 
Il mondo della moda, primaria economia italiana, si sta attivando, le città si impegnano nella raccolta differenziata. E poi? Occorre promuove la cultura del riuso e del riciclo, ripescando un po’ delle abitudini dei nostri nonni e seguendo con attenzione le innovazioni in campo del riciclo. Non potremmo più vivere senza plastica, ma attenzione allo smaltimento. Le famigerate isole di plastica esistono anche nel Mediterraneo. E un’analisi dei rifiuti del Pacifico ha stabilito l’anno di provenienza dei rifiuti: su 50 pezzi, per esempio, ce n’erano uno del 1977, 7 degli anni Ottanta, 14 degli anni Novanta, 24 del Duemila e 1 dell’ultimo decennio.
Goletta Verde di Legambiente ogni anno misura lo stato di salute dei mari italiani